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Quella dell’anteprima della Rufina, guidata dal bravissimo Jan d’Agata nel plurimo ruolo di presentatore-traduttore-intervistatore è stata certamente interessante (anche se molto lunga!) ma le nette differenze tra le due tipologie (ed anche all’interno delle tipologie stesse…ma questo è un altro discorso) mi hanno fatto venire in mente l’impossibile confronto tra un cammello e un’orata. Infatti come si può imbastire un confronto tra questi due nobili animali se non dicendo che, oltre ad essere animali, non hanno niente in comune? Come al solito,caro Carlo,nel leggerti non solo arricchisco la mia curiosità enologica,ma ancor di più mi carico di un piacevole senso del paradosso che riempie di ironia e composta leggerezza lo scorrere di Wine Surf.
Troppo buono.
Da recenti rapporti semi-segreti risulta che mentre il cammello, pur con difficoltà, sia riuscito almeno una volta a passare attraversola la cruna di un ago, l'orata invece non ce l'abbia mai fatta finendo de facto impastellata durante la difficile operazione del quinto salto in padella.
James, son piu' tont di te perche' del tuo ragionamento non ho capito una mazza. Concordo con Carlo comunque
Mr. Macco ha scoperto ciò che i nostri servizi segreti sapevano da tempo:e cioè che il cammello e l'orata presentano alcune lievi differenze. Alcune delel quali sono, per l'appunto, il passaggio dalla cruna, ed il salto in padella, il quinto perchè a farne quattro son buoni tutti.
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