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Sarà l'effetto della Legge di Grimes, secondo la quale nostalgia è rendersi conto che le cose non erano insopportabili come sembravano allora, ma leggendo qua e la, scorrendo le mail di amici e vignaioli che ti invitano a visitarli in Fiera e anche imprecando contro certi comunicati stampa, in me se n’e' accumulata un kilo circa.
Dopo 12-13 ore a questo modo ogni essere umano non gravato da pene detentive importanti si meriterebbe un po’ di riposo, ma Sadeitaly non ti da respiro. Puoi scegliere se correre in albergo, poi correre a fare la doccia e poi correre a cena con clienti, importatori, colleghi, amici, marziani, venusiani o altro, oppure semplicemente montare in macchina e, cullato dalla coda, farti portare verso il ristorante dove ricomparirà la paresi “dell’Attenti” per almeno altre 4 ore. Se sarai fortunato potrai arrivare in camera attorno all’una di mattina. Io non ho nostalgia, ma aspettative sì. Anche di vedere il duo tosco-romagnolo di cui sopra.
per me è come stare nel paese dei balocchi: nessun impegno mondano, nessun happening stamparolo, nessun convegnoincontrodibattito...ma tanti...tanti...tanti assaggi di vini e zone che non sono riuscito a coprire durante l'anno...ci vorrebbe sempre un giorno in più per fare tutto il programma ...dunque, in attesa di valide alternative....W il Vinitaly.
nostalgia...ni...sciatalgia nu...il "dolor" per aver sbagliato scarpe per andare in fiera...SI!!! Concordo con il "tosco"...ma anche con il romagnolo...anche se per andare dietro una semplice etichetta o un calice di vino, il Vinitaly è il posto sbagliato. Molto meglio andare in azienda o partecipare agli eventi organizzati dalla stessa. E' anche vero...mio carissimo Macchi che per molti avere a dispozione un crogiuolo di aziende in pochissimo spazio è pur sempre allettante. Io andrò...per vedere l'avatar in lombardia, per bermi un bicchiere dopo aver pedalato, nel senso vero del termine, almeno 1 min, per vedere come son stati spesi i soldini per il pad. XYZ...per fare un pò di gossip vinicolo!! E per rivedere qualcuno della ciurma di Winesurf...o WINDSURF come piace tanto a qualcuno :-)
Come ho scritto ieri anche da Lizzy, "mai al Vinitaly, dove mi invitano sempre ma non vengo mai (come il grande capo indiano MO' VENGO ANCH'IO, che non venne mai)". Lei mi ha gentilmente risposto: "Ti aspetto al Vinitaly. Verrà il giorno che ci arriverai!" e col su fascino... chissa'! Ma vedi, caro Carlo, che ho ribattuto "Portato sulle spalle da sei becchini, forse. Non sopporto le resse, i supermercati, gli ingorghi, le luci della ribalta. Sono andato al primo MiWine solo per presentare i Tokaji e gli Egri, ma se tu sapessi quanto ho sofferto! Angelo Gaja mi porto' dentro la sala dove si degustavano vecchie annate delle cantine famose, in mezzo a una coda di giornalisti accreditati che protestavano col tesserino in vista, ma prima che cominciasse la degustazione ne uscii cedendo il posto ad un amico polacco. Non ce la faccio a combinare il vino con qualcosa di diverso dal silenzio della campagna. Avevo una vigna ad Alghero, mi addormentavo sotto le piante con i gatti intorno e la gatta sul petto che mi svegliava quando non sentiva piu' puzzare di vino l'alito, leccandomi il naso. Qui vado a funghi nel bosco anche quando non ci sono, pur di vedere qualche mio socio quattrozampe selvatico. No, al Vinitaly soltanto cadavere!". Ecco tutto e Inter hurrà.
Che belle immagini Mario! E' il Vinitaly ad avere bisogno di te, non viceversa.
Caro Carlo, certe volte mi fai piangere, sai? Come adesso. Perche' e' vero che e' l'Inter che ha bisgno di te e non tu dell'Inter (pardon, il Vinitaly...). Una volta, ti giuro, c'ero arrivato vicino, a Ferrazze di San Martino Buon Albergo. Ma la sera finii in trattoria a mangiare l stracotto d'asino con il Corvina-Merlot, sono andato a dormire da Maddalena Pasqua di Bisceglie e il girno dopo ho preferito passeggiare nel bosco ex parco per vedere le sue tre vigne circondate da piante provenienti da tutto il mondo, c'erano dei lavoranti moldavi che mi fanno sempre piangere quando pssiamo parlarci in una lingua slava, come vecchi amici, insomma ho mandato affanculo anche quella volta la fiera del vino piu' importante del mondo. Non c'e' niente da
Dai Mario! Magari quando sarai vecchio ti verrà la voglia senile di visitare Vinitaly. A quel punto ti chiedo solo di telefonarmi che non mi voglio perdere la scena.
....qualcosa e' successo con queste diavolerie elettroniche o forse sono io che ho bevuto troppo... Stavo scrivendo che non c'e' niente da fare: son fatto così. Leggo i vostri scritti, vi voglio bene, ma il mio mondo e' ancora indietro di almeno cinquant'anni. Non baratterei mai il miglior Barolo che esiste con un Freisa di chi so io, con un Oltrepo di chi so io (eh... Lino?) , con un Tocai rosso vicentino di chi so io, insmma vini ancora simili a quelli che mi piacevano gia' quarant'anni fa. Oggi purtroppo la gran parte e' cambiata, si e' adeguata ai vari Vinitaly, ha perso la terra, il vignaiolo, l'affezinato beone come me. Ma tutto quel casino, quelle luci, quelle degustazioni, quelle televisioni, non e' che per caso abbiano stravolto il mondo bucolico del vino? Avranno fatto bene? Avranno fatto male? A voi l'ardua sentenza. Io vado a cercarmi la genuinita' in Gergia, in Serbia, in Romania, dove la barbarie del cosiddetto progresso e' ancora in ritardo. Che ci vuoi fare? Sono rimasto "slow".
Promesso: ti telefonero', come a Lizzy e a Maria Grazia, che in zona sono le piu' belle intenditrici, così saremo pure due belle coppie e chissa' quante bottiglie manderemo insieme in pensione...........
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E’ di pochi minuti fa il comunicato stampa in cui il Consorzio del Brunello di ...
Venerdì prossimo alle 18.30 siamo invitati dall’Ateneo dei Sapori (associazione romana che da anni anni ...
Il nostro piccolo concorso su un buon motivo per andare o non andare al Vinitaly ...
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