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Me ne stavo all’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano. Prima di iniziare gli assaggi ci viene fatta la presentazione dell’annata 2006 dal noto enologo Lorenzo Landi. Stavo seguendo con un orecchio solo i suoi pur interessanti discorsi quando sento uscirgli di bocca questa frase:
Grassini. “No, io credo ci siano stati, ci siano e ci saranno Merlot toscani molto fini” Complimenti, articolo molto interessante e anche molto istruttivo. Purtroppo le mode fanno parte del mercato, ma rovinano l'agricoltura. Dovremmo "guidarle" meglio un pò tutti, giornalisti e addetti ai lavori (di cui faccio parte), cercando sempre una certa oggettività e obiettività; l'intervento del dott. Landi, col quale ho avuto il piacere di lavorare, dimostra che è possibile essere oggettivi....quando si vuole.
Mi domando cosa direbbero oggi gli stessi enologi intervistati allora dopo annate piovose e prive di sole come questa.
Le stesse cose...nessuno nasce imparato..bisogna adattarsi nel tempo etc.etc.
Sono un pricipiante - e da qualche anno che mi sto appassionando alla viticultura- abito in provincia di Caserta, ho un piccolo appezzamento di terreno con un vigneto di merlot-sangiovese - nel mio piccolo - riesco ad avere un vino(senza agenti chimici) di circa 13 gradi con sapori incredibili - spero di migliorarmi - il Merlot al caldo con la giusta potatura da risultati favolosi.
Siamo felici per lei Giancarlo ma resta il fatto che tanto Merlot piantato dalla Toscana alla Sicilia per produrre dei grandi vini nella migliore delle ipotesi porta a dei "grossi" vini. E il produttore, a cui l'enologo aveva garantito meraviglie, deve fare i conti con i suoi conti e le sue speranze che...non tornano.
Articolo molto interessante e certamente attualissimo. La mia esperienza in merito credo che sia una riconferma: la nostra DOC Terre dell'Alta Val d'Agri obbliga ad un minimo di merlot e cabernet. Mentre il Cabernet è più gestibile dal punto di vista della maturazione fenolica, il merlot, nel 2007, annata caldissima e siccitosa, ha avuto proprio i problemi di cui parlava Lorenzo Landi. stress fortissimo che ha portato ad una concentrazione esagerata che fa sembrare il vino prodotto con uve surmaturate. per fortuna è stato solo un anno perchè noi siamo in un territorio situato tra i 650 e 750 m slm - quindi vino d'altura - dove il problema non è tanto sentito ed il risultato è proprio quello segnalato da Giancarlo: profumi e sensazioni molto ricche. Mi chiedo però se a Caserta il suo vigneto sia a 650 metri di altitudine per mitigare il caldo…. Ciao a tutti
Fa un particolare piacere sentir definire "attualissimo" un articolo di tre anni fa. Vuol dire che effettivamente il problema esiste e non sta trovando, purtroppo soluzione. Mi viene quasi voglia di tornare alla carica per vedere cosa sta succedendo al Merlot in Italia.
Ma è semplice.... non bisogna dare retta alle mode! Sopratutto ascoltare prima i bravi tecnici come Landi che hanno già esperienza di quello che si parla e SPERIMENTARE per vedere se quello che noi vogliamo fare corrisponderà poi alla tesi. Io sono stato il primo a lamentarmi di una DOC Basilicata a base di vitigni internazionali, (DOC Terre Alta Val d'Agri) ma, come al solito, la tradizione è maestra e il merlot, alla nostra altitudine, va benissimo - secondo me anche per rendere più pronto un aglianico non da grande invecchiamento. (ma Il pinot nero va ancora meglio!). Vado oltre: il sangiovese secondo me è stato tagliato con cabernet e merlot non per renderlo "internazionale" (gusto che già la barrique conferisce) ma per CONFERIRE AD UN VITIGNO PIATTO, dalle caratteristiche organolettiche anonime, una certa personalità, una espressione che lo rendesse più caratterizzato e distinguibile. Sono daccordo con Antonio Calò che descriveva le peculiarità del montepulciano: senza togliere nulla al sangiovese, è sicuramente un vitigno migliore, per struttura e composizione antocianica ... E scusate se è poco...
ALT! Non cominciamo ad uscire dal seminato. Il Sangiovese è un vitigno piatto al pari di Belen. Possiamo dire che è un vitigno difficile, che matura (maturava) tardi, ma piatto proprio no. Le aggiunte di Cabernet (molti anni prima) e merlot (molti anni dopo), almeno in Toscana, sono state dettate appunto dalle difficoltà di maturazione e dalla voglia di provare quacosa di diverso per riuscire a vendere quello che, agli inizi degli anni 80 era molto difficile vendere. Il merlot è arrivato dopo e per un certo periodo ed in certe zone si è dimostrato più adatto del Cabernet Sauvignon, sopratuttto per la precocità di maturazione. Per evitare di "rompere un'amicizia" posso concedere che i sangiovese piantati dalle Marche in giù sono molto diversi da quelli toscani, sicuramente più adatti a produzioni notevoli e quindi carenti in fase aromatica e strutturale. Però, caro Lucanico, le garantisco che il sangiovese toscano è tutta un'altra cosa.
Grazie per l'amicizia, ma per carità, non rompiamo niente...una discussione tanto interessante forse ci arricchirà entrambi.... Lei dice che era per vendere vini che non si vendevano, ma forse proprio perchè era abbastanza neutro, vinificato da solo... Oggi quali sangiovese vanno per la maggiora? quelli cabernettizzati o quelli merlottizzati?... Sapevo che dopo aver scritto quello che ho scritto sul sangiovese si sarebbero cominciate a preparare le pire, ma l'argomento era troppo succoso.... Sicuramente c'è qualche buon sangiovese 100% molto buono, ma le onnipresenti barrique per conferire i sentori di vaniglia?? C'e un sangiovese in purezza, invecchiato in in botte grande? Perchè si usava l'uvaggio nel chianti?... Che fine ha fatto il vecchio, VERO chianti con mammolo, colorino ecc? Forse è in questo senso che dobbiamo cercare la risposta.. Ciao - con affetto Gino
Niente pire, per carità. Manteniamo la cosa per quella che è, cioè una interessante discussione, anche provocatoria se vogliamo. I primi nomi che mi vengono a mente sono Le Pergole Torte, i brunelli di Soldera, Poggio di Sotto, Capanna. Il Bucerchiale di Selvapiana fino al 2000, le prime annate del Poggio di Monsanto. Andando indietro mi viene in mente la Riserva Ruspoli Berlingieri 1985 di Liliiano e mi fermo qui ma le garantisco che potrei trovarne a decine. L'uvaggio nel chianti si usava soprattutto per dare prontezza e profumi, (non per niente si metteva anche malvasia bianca) in periodi in cui le rese erano tali (mezzadria docet) che il sangiovese non poteva, quasi mai, dare grandi risultati. le garantisco che coltivandolo e lavorandolo bene, barrique a parte che vaniglizzano anche Montepulciano, Aglianico, Nero d'Avola e altro, il Sangiovese arriva ai livelli dei migliori nebbioli.
Ho preso avidamente nota... Grazie....
Maremma uguale Toscana è un'equivalenza inaccettabile, peraltro l'eliofania della zona raggiunge valori prossimi ai massimi assoluti dell'intero territorio nazionale italiano e non è rappresentativa di tutta la regione. La Toscana si estende dall'Appennino tosco-emiliano all'Argentario e alle Apuane con classifficazioni climatiche che vanno dal semiarido al periumido, per non parlare di morfologia e composizione diverse dei substrati. Direi che generalizzare ci penalizza e che cileni, californiani e sudafricani non ci insegneranno a vinificare ma ci stanno insegnando a non rimanere etruschi per l'eternità.
Anche se qualcuno parla di Maremma la stragrande maggioranza degli enologi si riferisce alla Toscana in generale. Non per niente cosa si sta vendemmiando oggi, 25 agosto 2011, in molte zone del Chianti? Merlot!
in toscana il merlot non è adatto perchè non produce vino sufficientemente buono? dilo in faccia ai vicnitori del miglior merlot d'italia di Castelnuovo Berardenga, l'azienda Castello Dei Bossi! Lorenzo Landi guarda questo articolo e lasciatelo dire...sei proprio un coglione! http://www.terredelvino.net/it/articolo/il-miglior-merlot-ditalia-si-produce-castelnuovo-berardenga-siena
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