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Wine Fiction

15/04/2012
La Chanson de Rolland
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La Chanson de Rolland fa parte dell’ ampio ciclo medieval/enoico delle cosiddette Chanson de Geste, da tutti conosciute però come Chanson Indigeste, perché noiosissime. Di solito venivano recitate alla fine di cene luculliane e/o di poderose bevute, riuscendo ad addormentare l’intero uditorio; ottenevano però lo stesso effetto anche di fronte ad un uditorio attento e digiuno. Questo sia secoli fa sia di recente, durante ripetute letture in facoltà francesi di enologia.

In particolare nella Chanson de Rolland si cantano le gesta del famoso eroenologo, che al servizio del più importante produttore di vino francese, Charles Magnò o Charleroi, perde la vite, anzi le viti nella famosa tenzone a Concimvalle, la valle più piena di concimi chimici, pesticidi e anticrittogamici di Francia e Spagna messe assieme.
 

Ma veniamo alla storia: Charles Magnò, dopo aver impiantato 1000 ettari a cultura pseudobiologica in Spagna, facendo così incazzare di brutto i saràscemi, (che saranno pure scemi ma una troiata del genere la capiscono, al contrario degli italici), decide di scendere a patti con Joly, il loro re (N.B. il termine sarascemo è una sgraziata traduzione in lingua volgare, anzi volgarissima, dell’arabo  sar’acino o ser’acino cioè signore dell’acino).

Quest’ultimo, non sapendo a sua volta a che santo votarsi (hai scelto di fare l’infedele? Piglia e porta a casa!) cerca con l’inganno di allontanare Magnò, Rolland e tutti i loro prodotti chimici dalle sue terre. Rolland vuole invece che la concimazione continui, magari con l’aggiunta di maree di pesticidi che tanto profumano l’aria e quindi si oppone alle trattative. Chiede quindi a Guano di Magonza (proveniente da una terra famosa perché non ci cresce una pianta che sia una) di difendere la causa dei Franchi. Purtroppo Guano (nomen omen) è un omm’ e’ merd  e tradisce Rolland e Magnò, accordandosi con Joly e promettendo di convertirsi al credo biodinamico. Per dimostrare al re la sua buona fede si mangia un intero corno di vacca gravida per pranzo, dichiarandosi poi sazio e concimato a dovere.

Su consiglio del perfido Guano Joly promette a Magnò di acquistare un milione di tonnellate di lieviti selezionati e 5000 macchine per l’osmosi inversa se questi lascerà la Spagna. Magnò cade nella trappola e si ritira con il proprio esercito di chimici, biologi, fisici, fisici nucleari e soprattutto venditori di prodotti enologici. Lascia però Rolland a capo della squadra che dovrebbe controllare Concimvalle.
Appena partito Magnò i sar’acini attaccano in forze l’ormai puzzolente vallata e, dopo aver costretto i francesi ad ingurgitare 250 chili di Vigormerd (pesticida preferito da Rolland per il suo fine retrogusto di letame bovino) segano alla base tutte e mille gli ettari vitati.

 Solo Rolland, riuscendo a sovrastare la terribile nausea che lo avvolge, riesce a liberarsi e a  prendere il suo ikorn, il famoso telefonino a forma di corno,  chiamando Magnò per avvertirlo. Purtroppo le tremende esalazioni del terreno di Concimvalle impediscono a tutti i telefonini di prendere la linea e, dopo questo immane ma inutile sforzo, Rolland si placa ed aspetta di essere rimpatriato assieme ai mille quintali di lieviti rispediti al mittente.

Un’ importante precisazione: il testo, al contrario di quanto ritenuto sino ad ora, non venne redatto in lingua d’oil, ma in lingua d’oc. La traduzione del brano che segue, eseguita dal sottoscritto, ha cercato di mantenere le brusche tonalità e le spigolosità della lingua d’oc, specie in quel momento storico in cui stava mutando verso la cosiddetta lingua igt, seconda tappa fondamentale in vista del francese moderno.

Questo breve brano è forse il più intenso e bello (non è che ci voglia molto) della lunghissima Chanson; parla appunto della fine del prode Rolland.
 
 
ingrandisci roncisvalle.jpg
Il pio eroe, all’osmosi incline
Cerca di ovviar a merda con mentine
Ma l’effluvio l’avvolge impietoso
E l’odor di cacca sale maestoso.
250 chili son stati preparati
Per color che li davano ai prati
E adesso li devon trangugiare
Per capir con che merda hanno a che fare.

 
Si avanza Rollando indomito
E pare alzi il gomito
Ma lo fa sol per celare
I buchi del naso da tappare.
Chiama la truppa alla tenzone
Ed in breve di cacca hanno un panzone.
E questo mentre gli infami sar’acini
tagliano viti come fosser crini.

 
Alfin sol silenzio a Concimvalle
biologico.jpgove i franchi di star han pien le balle.
Così l’eroe in alto svetta
e, pensando di non far cosa sospetta,
brandisce cauto il telefonino
per avvisar Magnò di sto’ casino.

 

Ma l’effluvio di chimica pozione
Impedisce pur la ricezione
ed altro non resta al buon Rollando
di sedersi triste e, caracollando,
far compagnia ai lieviti selezionati
pensando, ahimè, che vanno pur piazzati.
 

Cosa ci insegna ordunque questa storia?
Che non c’è fine alla chimica baldoria
proprio come non c’è picciol freno
a chi del mondo può fregar de meno.

 
Autore: Carlo Macchi
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Commenti presenti: 13
Massimo Carpini
inserito il 16/04/2012

Se tutti quelli che lavorano nel mondo del vino,conoscono la storia e i personaggi la ballata di Rolland o come la chiama Macchi è semplicemente GENIALE ......Bravo Macchi

Paolo Costantini
inserito il 16/04/2012

di fronte a questi articoli del Macchi sei sempre imbarazzato (oltre nel senso intestinale del termine) proporlo per il Pulitzer o chiamare la neuro, o più semplicemente chiedergli il numero di telefono del suo pusher.

Pasquale
inserito il 16/04/2012

L'attività sessuale del Macchi in questo periodo deve essere blanda anzi quasi nulla e ciò spiega questa serie di articoli. Speriamo, per lui e soprattutto per noi, che ricominci al più presto.

Mario Crosta
inserito il 16/04/2012

Più che l'attività sessuale (sempre lancia in resta, eh, Carlo?), credo che il problema sia quello, purtroppo, della beneamata, che e' tutta da rifare. A quando la canzone di Stramou?

carlo macchi
inserito il 16/04/2012

Vedo che delle malelingue attribuiscono i miei parti di fantasia a carenze o a surplus vari. Ne parlerò con il mio biografo ufficiale e poi vi farò sapere.

cristina48
inserito il 17/04/2012

hai notato come i commenti fin qui siano solo maschili?

Mario Crosta
inserito il 17/04/2012

Ne sei proprio sicura, Cristina? Ciento ppe' cciento?

vincenzo d'isanto
inserito il 17/04/2012

Caro Carlo,indubbiamente tempo e fantasia non ti mancano.

Carlo Macchi
inserito il 17/04/2012

Cosa vuoi Cristina..son ragazzi..

carlo macchi
inserito il 18/04/2012

Per mario Crosta, sto provando anche io e se lo vedi vuol dire che il commentoentra. Che stranezza

Mario Crosta
inserito il 18/04/2012

Per esempio il sottoscritto scavezzacollo (e pure interista!) classe di ferro 1952. Grazie del "ragazzo", Carlo (che sia meglio scrivere Carl-ou?)

Mario Crosta
inserito il 18/04/2012

Con la "c" minuscola invece della maiuscola (secondo quanto e' apparso nel riquadro colorato) il commento e' entrato, caro Carl-ou. Invece postando con le maiuscole (secondo quanto appare nel riquadro colorato), non compare il commento INTER HURRA\'!!!

Mario Crosta
inserito il 18/04/2012

dovresti scrivere da qualche parte di usare solo le lettere minuscole nel postare il codice di verifica. Ciao!!!!

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