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Io mi atteggio a vecchio saggio della montagna.
Disperato, provo l’ultima chance “LUCIA, CHIEDIMI TUTTO MA IL FRANCIACORTA NO!!!!! E crollo sudato fradicio, sulla sedia.Grande!!! Oltre al rischio di scrivere articoli troppo saccenti e di leggerceli tra di noi, si rischia pure far diventare il vino "un grande sconosciuto"...
Ecco si mi sembra che in Franciacorta si stia un po' esagerando. Capisco che si voglia dare valore al territorio, ecc. Bel pezzo! ciao G.
È fantastico, superfantastico (cit. Heather Parisi, Discombandina 1979). Grande pezzo (nel senso di scritto, articolo, post).
Opps. Discobambina. Digitato male: le opere autorevoli bisogna citarle bene.
Angelo, hai fatto bene a correggerti. Stavo per farlo io pubblicamente. Su certi sacri testi non si può assolutamente rischiare il qui pro quo; to' mettiamoci pure qua e non parliamone più.
Mi è andata bene: i classici sono e restano classici, perbacco! Mi sa che per festeggiare la scampata rampogna ora mi bevo una bollicina. Ma siccome la rampogna era di quelle toste, che rischiavano di esser lunghe a digerirsi, non me la sento di bere una bollicina di Franciacorta (che oltretutto è vietato dirlo): per stavolta la stappo di Franciaebasta.
Giuro di non essere io l’autore della bella letterina. Non avrei mai chiamato “signor Macchi” il nostro Carlo, ma Carl-ou oppure Stramac-chi, specialmente dopo il poker di ieri sera a san Siro (con tris di Milito). Ci tengo a precisarlo, perche’ c’e’ chi altri puo’ ricordare in proposito una romantica cena al Franciacorta a Nowy Swiat in Varsavia, dove la possibilita’ di scivolare proprio sullo stesso argomento, anzi andare in panico, c’era, eccome! Quando si ha di fronte una donna che col suo fascino riesce a sfidare anche una buona bottiglia e non si riesce a tener fermi i piedi sotto il tavolo, ragazzi, fesso chi legge l’etichetta e ancora piu’ fesso chi si mette a discuterla! Non sia mai! Guardarsi fisso negli occhi, perdersi in quegli occhi, o al massimo cantare: “scusi lei… che c' è?... dove va?... perche'?... oh bella mora… se non sbaglio lei ha visto l'Inter-Milan con me, ma come fa lei a non ricordare, noi eravamo in centomila allo stadio quel di'. Io dell' in-inter, lei del mi-milan… oh bella mora… Da una porta all'altra le sorrisi e lei disse sì e poi, finita la partita, la vidi uscire di sfuggita con uno sul tram. Adesso lei mi deve dir chi è è una partita fra noi due perchè lei ha segnato un gol lei ha segnato un gol diretto nella porta del mio cuor ed ho capito che c'è solo lei per me ed ho capito che c'è solo lei per me
Mario Crosta for President (Reserve Riccadonna, ovviamente).
No, Carlo, grazie, ma io sono soltanto uno dei pezzenti che piu' pezzenti non si puo', altro che President! Il mio solo vero amico e' quello che ho sempre avuto sulla spalla, calibro 12 sovrapposto, dall'assalto del Palazzo d'Inverno al passaggio col berretto dell'Inter in mezzo alla Fossa dei Leoni in un derby di Coppa Italia, incolume, preso in giro, ma con tanti, reciproci sorrisi (sfido chiunque a farlo oggi...). In alcova, si sa, meglio un buon Barbaresco che il migliore degli spum...eggianti, sempre che anche lì non si vada a discutere dell'etichetta (ma non c'hanno un cazz'altro da fare?).
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