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L’idea è certamente lodevole, anche perché non è un ente pubblico a farlo ma una cantina, anche se cooperativa, privata. Se ci fosse invece stata la mano pubblica il rischio era di creare un palliativo per il territorio, gravando comunque sulla collettività.Questa iniziativa della Cantina Cooperativa e' sicuramente una cosa da seguire nei suoi sviluppi e nel valutare nei suoi effetti. Io sono per la libera contrattazione, per cui secondo me ognuno puo' offire il prezzo che crede, sia 100 euro, 200 euro o piu'. Questa cifra di 100 euro, alla quale corrisponde un prezzo del vino sfuso di 200 euro, ampiamente piu' alta del prezzo del Chianti Classico tanto per dare un riferimento, non ha pero' riscontro sui prezzi allo scaffale, che per il Morellino sono sostanzialmente invariati da molti anni, mentre i prezzi delle materie prime sono aumentati del 30-40 o 50% nel giro di 3-4 anni. Il Morellino e' un vino che si vende bene, la crisi per il Morellino non c'e', ed infatti la richiesta ha portato a questi prezzi. Quello che di solito succede, leggendo i manuali di economia, e' che ad una grande richiesta e ad un aumento dei prezzi dovuto alla domanda del mercato, cosa che sta accadendo nel Morellino, si fa riscontro ad un aumento dell'offerta. Questo pero' non e' possibile, perche' l'offerta e' bloccata per il blocco dei nuovi impianti (o la trasformazione di quelli gia esistenti) da iscrivere all'albo del Morellino, Si tratta di un blocco "temporaneo" che dura da 12 anni, a causa della possibile "crisi" di mercato derivante dall'aumento dell'offerta. Ora, io non sono un bravo economista, ma se i prezzi della materia prima vanno alle stelle e sono tra i piu' alti d'Italia, allora i presupposti per la chiusura non sono piu' presenti (sempre che lo fossero stati mai). Bisogna quindi chiederci cosa succedera' se i prezzi della materia prima aumentano ma quelli allo scaffale rimangono stabili? Qualcuno dovra uscire dal mercato, perche' non avra piu' i margini per operare, a beneficio di tutti quelli che possono operare con margini ristrettissimi o addirittura marginali, a causa o della particolare forza di assorbire momentanei squilibri (aziende grandi) o per la particolare struttura industriale (cantine cooperative). Insomma, il libero mercato e' bello, ma il mercato semi-libero e' la particolare passione nazionale, ancora piu' del calcio.
La proposta della Cantina Cooperativa del Morellino di Scansano non non deve stupire se si pensa che per la passata vendemmia la stessa Cantina ha liquidato le uve dei suoi soci a un prezzo superiore ai 135 € /q.le e non tutte, com'è ovvio, erano di qualità ottimale come probabilmente la direzione aziendale pretenderà dai conferitori esterni: la maggior parte dei quali attende da anni - e vanamente - di potersi associare alla Cantina. Siamo pronti a criticare i prezzi imposti (a scendere) dei grandi produttori privati, ma anche i prezzi offerti ( a salire) non finiranno per spiazzare completamente quelle altre piccole realtà cooperative (non di Scansano ma comunque attive sul territorio definito dal Disciplinare) che già oggi fanno fatica a raccogliere prodotto e a inserirsi sul mercato in maniera concorrenziale con il "gigante" scansanese ?
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