Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti.
Se vuoi saperne di pił o negare il consenso a tutti i cookie, clicca su "Approfondisci".
Proseguendo la navigazione, acconsenti alla raccolta e all'uso dei cookie.

Accetto l'uso dei cookie          Approfondisci
loading
Facebook Winesurf Youtube Winesurf Twitter Winesurf
Chi siamo Filosofia LINK
Una vera guida online aggiornata in tempo reale
Racconti fantastici che riguardano il mondo del vino
La pił folle enciclopedia del vino
Vinchiesta: le nostre inchieste sul vino
vinformo
vinviaggio
vinteressa
Cosa accade nel vino al sud
Le nostre soste
Quello che i 'giovani' garantiscono
Carlo MacchiKyle Phillips Lorenzo ColomboRoberto Giuliani
Luciano PignataroStefano TesiAngelo PerettiAndrea Petrini
VinItalia

Naviga la mappa per scoprire le degustazioni dei vini regione per regione




Wine Fiction

01/10/2012
Il Lavin Lover e la bottiglia amata*
ingrandisci baciamano.jpg
Sottotitolo importante. Come trattare le grandi bottiglia di vino (nonchè le donne) e vivere felici. Direttamente ispirato dall’esimio  Marco Ferradini  e dalla “Fenomenologia dello spirito alcolico nonchè della topa” di Giorgio Guglielmo Federico (Lillo) Egello, maestro emerito alla Scuola Superiore Filosofica Serale del Bar Perù alla Girata dei Preti.
 
Prendi una donna, dille che l'ami,
scrivile canzoni d'amore.
Mandale rose e poesie,
dalle anche spremute di cuore.

 
Questo è l’incipit di una pietra miliare, uno dei più grandi testi che ha prima approfondito e poi completamente chiarito il rapporto uomo-donna, dal primo diverbio tra Socrate e Santippe sino ai giorni nostri. Sto parlando della canzone “Teorema” del musico-filosofo Marco Ferradini.

Per noi Lavin Lover esperti rappresenta una continua ispirazione, specie nella seconda parte (di cui parleremo in seguito). Ma queste immortali parole servono solo ad introdurre l’argomento che mi preme in questa sede dibattere e cioè come comportarsi con la bottiglia amata, con il grande vino, acquistato, coccolato, pensato, sognato e poi (ma non è detto) stappato e goduto. In particolare se conviene avere notevoli aspettative e conseguenti enormi attenzioni verso bottiglie dichiarate grandi e magari pagate un visibilio ovvero sia meglio avere un atteggiamento più naturale, meno denso di aspettative per non avere brutte fregature.

Per far capire al meglio il nostro punto di vista chiediamo appunto aiuto a due maestri del culto della topa, instaurando così il parallelo grande bottiglia/grande topa e  cercando di traslare in campo enoico il famoso detto “Più gliela chiedi e meno te la darà!”

Ma veniamo a noi: qualsiasi Lavin Lover ha nella sua cantina bottiglie particolari, di grande pregio, probabilmente uniche, costosissime, a cui riserva pensieri, aspettative, attenzioni degne solo di alcuni grandi donne con cui, ovviamente, ogni Lavin Lover ha avuto o avrà a che fare.

Per entrare “in corpore vili” esprimiamo il nostro concetto utilizzando l’immortale  formula del secondo teorema di Trombagora, riguardante appunto le similitudini tra il modo di comportarsi con bottiglie e femmine di altissimo livello.

Questo  recita

+ ti aspetti da una grande bottiglia + la coccoli e la mitizzi  –  ti darà soddisfazione e probabilmente ti deluderà = + stai dietro a una grande topa + spendi e spandi per lei – te la darà e ci sta ti faccia pure becco
 
ingrandisci petrus.jpg 
Dietro a questa profonda equazione a sei, sette, forse anche otto o nove  incognite si nasconde una grande fetta della vita di ogni Lavin Lover.

Per gli acculturati voglio precisare che il magma filosofico da cui scaturì Trombagora e i suoi teoremi (vedi) nasce direttamente sia dalla discussione alle panchine in fondo a Via Maestra la mattina prima di andare a lavorare, ma soprattutto dalla scuola di Mileto che con Eraclito, suo esponente di punta affermava “Dato che non ci si lava mai nello stesso fiume e non si beve mai la stessa bottiglia, allora perché bisogna trombare sempre la stessa topa?"

Come vedete già allora il fatto che non esistessero grandi vini ma grandi bottiglie era assodato. Accanto a questo era altrettanto chiaro che beccare topa, anzi tope era parimenti impossibile al bere lo stesso, identico grande vino con la stessa soddisfazione per almeno due volte di seguito.

Certi grandi vini, usando un termine mutuato dai rapporti amorosi,  sono giustamente definiti “Coup de Coer”.  In effetti accade proprio così: sei ad una cena , te ne servono un calice, lo annusi, lo assaggi e sei fregato a vita . Avrai sempre nel naso e nella bocca quelle sensazioni che, se e solo se sarai molto fortunato, potrai ripetere con le bottiglie di cui sicuramente farai incetta, pagandole fior di quattrini.

La stessa cosa con le donne: rimani fulminato e più rimani fulminato e  spendi e spandi per portartela a letto più lei si allontanerà e, dopo avertela fatta annusare in varie salse (costate cene, viaggi , regali, etc) solo in pochi casi fortunati, te la darà e solo in pochissimi sarà come l’hai sognato.

E’ a questo punto che ri-entra in campo il pensiero del grande Ferradini che, dopo avere esaurientemente spiegato il quadro appena tratteggiato propone una geniale soluzione:
 

Prendi una donna, trattala male,
lascia che ti aspetti per ore.
Non farti vivo e quando la chiami
fallo come fosse un favore.
Fa sentire che é poco importante,
dosa bene amore e crudeltà.
Cerca di essere un tenero amante
ma fuori del letto nessuna pietà.

 
ingrandisci uomo-solo-triste.jpg 
 
Se il Lavin Lover evoluto deve seguire queste regole nella ricerca e nell’utilizzo di topa non si capisce perché debba agire diversamente in quello enoico.

Quindi dalle grandi bottiglie e dalle grandi tope non bisogna aspettarsi molto! Occorre trattarle con attenzione ma niente di più, mai mitizzarle, mai sognare l’attimo in cui si concederanno, mai  controllarle assiduamente anche di notte, mai essere sempre presenti , mai osservare di nascosto il loro sonno, mai  carezzarle amorevolmente, mai soprattutto metterle in mostra, vantandosi, con altri amici. Nel caso enoico la bottiglia saprà come minimo di tappo, nell’altro caso la signora preferirà l’amico.

Perché oramai è consolidato: ogni bottiglia ha la sua storia. Questa dipende da miliardi di variabili (imbottigliamento, tappo, trasporto, conservazione, conservazione nella vostra cantina, condizioni della cantina e last but no least, concentrato di botta di culo) e non sarà  mai direttamente proporzionale a quanto voi l’accudite. 

Nel parallelo campo  femminino a rafforzare vieppiù l’assunto del Ferradini giunge opportuna la famosa  Prima Lex Toparum  del Lillo, scritta e dimostrata appunto nella sua poderosa opera prima “Fenomenologia dello spirito alcolico nonchè della topa”  (Giorgio Guglielmo Federico Egello, Poggibonsi, seggioline fuori del bar editore, 1974 e spiccioli).

Questa dimostra in maniera incontrovertibile che “Le donne son sofistiche” specificando poi “Ovvero e inutile giracci intorno, tanto sulla topa non ci capiremo mai una beneamata mazza”. A qualcuno può parere un assunto da poco ma invece è proprio su questa idea che si basa il moderno approccio alla topa, specie in terre  “dove ‘l si suona”.

Cercando di portare in pratica tale profondo e verissimo concetto: più voi farete per accaparravi una bella topa e più quella, a cui magari state anche simpatico, per mille insondabili motivi relativi all’universo femminino e quindi che l’animo maschile non può pensare minimamente di conoscere e capire, non ve la darà mai.

In chiusura il consiglio di noi Lavin Lover, di pura matrice epicurea, è “Conservate le grandi bottiglie bene ma senza fargli gli altarini  e bevetele quando capita: se quella sera vi ci scappa anche una bella dose di topa nova (per voi) andate in ginocchioni fino alla Madonnina di Cispiano  senza passare dal VIA.”
 
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
 
Nota al titolo
 
* In  realtà la nota al titolo andava letta all’inizio ma se la mettevo lassù ingombrava troppo. I coraggiosi che hanno seguito gli altri scritti relativi al Lavin Lover si saranno accorti del traslato semantico che ha trasformato il termine schiettamente evocativo “gnocca”  nel più greve, oscuramente terroso e sotteraneo ma profondamente toscano, “topa”. Questo perché quanto avete letto è in onore di un personaggio tutt’ora vivente,  il Lillo. Egli, perfetta rappresentazione del filosofo da bar,  ha insegnato molto alla jeunesse dorée che fino alla  metà  degli anni settanta frequentava quel magma culturale rappresentato dai quasi contigui Bar Rossano e Bar Perù a Poggibonsi.
Alcune sue secche e geniali precisazioni sono state per noi indicazioni di vita. Per esempio, dopo che una serie di giovani ricercatori di topa si erano vantati di alcune conquiste “Io son stato con quella…io con quell’altra” etc,  Il Lillo  fulminò tutti con questa frase “Ragazzi, per trombare bisogna metterlo dentro!” Ciò portò al ridimensionamento immediato di quasi tutte le precedenti asserzioni. Questo assunto, assieme ad altri che non posso riportare per iscritto per motivi di ordine pubblico, sono scolpiti a lettere di fuoco in noi e forse sono state il vero Aufhebung,  che ci ha permesso di passare dallo stadio di giovani scazzoni a quello di scazzoni patentati.
 
Autore: Carlo Macchi
facebook twitter technorati digg Del.icio.us stumbleupon

Commenti presenti: 10
Mario Crosta
inserito il 01/10/2012

Il Lillo l'ha detta proprio giusta: “Ragazzi, per trombare bisogna metterlo dentro!”. E il tuo simpatico aerticolo non dice proprio altro che la stessa cosa: "“Ragazzi, per bere bisogna svuotare la bottiglia!”. Altro che farle un altarino intorno o chiuderla in cassaforte....

fabrizio Calastri
inserito il 02/10/2012

Non so se c'entra nulla, ma il mi' nonno trombava il vino quando era torbo.

carlo macchi
inserito il 02/10/2012

Lei ha perfettamente centrato l'argomento!

martino manetti
inserito il 02/10/2012

Ma ai' Lillo gliel'hanno fatto un monumento?

carlo macchi
inserito il 02/10/2012

E' ancora vivo e quindi si aspetta...

Nelle Nuvole
inserito il 04/10/2012

Sono pienamente d'accordo su tutto quanto affermato nel post. L'unico distinguo è che per quanto riguarda la conquista della Topa, si tratta sempre di qualcun'altra . e per quanto riguarda il Teorema di Trombagora riferito ad una bottiglia, si tratta sempre della bottiglia di qualcun altro

carlo macchi
inserito il 04/10/2012

Distinguo sofistico, nel senso della scuola filosofica.

Mario Crosta
inserito il 05/10/2012

Quando parli così difficile, Carlo, o sono io che ho bevuto troppo (cosa, peraltro, facilissima, diciamo la piu' probabile) e quindi non riesco a capirti, complice un Listrac Medoc, oppure sei tu che sei stato gasato da tre goal, dicasi pure tre pappine, nerazzurre ovviamente, da qualche parte in Europa.

Antonella D'Isanto
inserito il 15/10/2012

caro Carlo, di lunedì mattina cominciare con le tue amenità mi predispone bene alla settimana di "duro" lavoro. Spero tu mi permetterai di intervenire sull'argomento, con la pacatezza e l'esperienza della mia non più giovane età, però ...... " ancor sana e snella soleo danzar la sera intra di quei ch'ebbi compagni nell'età piú bella" ..... quindi qualcosina posso aggiungere ai contenuti della tua ricerca. Carlo, facciamo capirci, tante volte non la danno perchè a qualche maschietto bisogna di dargliela ad intendere, "più tardi te la do più sono seria"! e non mi dire che sono cose degli anni '50!! succede ancora, Poi qualche volta ci si pente anche noi di essere venute a cena... certi "argomenti " non valevano la fatica, in questii casi neanche una bottiglia di grande vino ci può consolare dalla delusione! Perdonami per il commento e non trattarmi male, ma se queste cose non si dicono finalmente alla mia età.....quando?

Carlo Macchi
inserito il 15/10/2012

Cara Antonella, lascia stare l'età che non è il caso di parlare di corda in casa dell'impiccato. Ti perdono? Ma ti promuovo a collaboratrice uffciale del Lavin Lover! Una visione così chiara e cosi chiaramente e giocosamente disincatata merita 10 e gode, pardon, dieci e lode.

Presta Orecchio
WinesurfTube




VINformo
25/03/2017

La stampa estera a portata di clic:Terre de Vins, n.46, marzo-aprile 2017

Due i titoli di copertina. Il primo, più grande: Le migliori 100 carte dei ...

18/03/2017

Il 26 marzo Vin'a Trani, alla sua terza edizione

Alla sua terza edizione Vin’a Trani, si presenta con una selezione di oltre 40 ...