Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti i cookie, clicca su "Approfondisci".
Proseguendo la navigazione, acconsenti alla raccolta e all'uso dei cookie.

Accetto l'uso dei cookie          Approfondisci
loading
Facebook Winesurf Youtube Winesurf Twitter Winesurf
Chi siamo Filosofia LINK
Una vera guida online aggiornata in tempo reale
Racconti fantastici che riguardano il mondo del vino
La più folle enciclopedia del vino
Vinchiesta: le nostre inchieste sul vino
vinformo
vinviaggio
vinteressa
Cosa accade nel vino al sud
Le nostre soste
Quello che i 'giovani' garantiscono
Carlo MacchiKyle Phillips Lorenzo ColomboRoberto Giuliani
Luciano PignataroStefano TesiAngelo PerettiAndrea Petrini
VinItalia

Naviga la mappa per scoprire le degustazioni dei vini regione per regione




Che Tempo Fa

24/02/2013
Un male da evitare: quello dell’esca. Seconda parte
ingrandisci esca.jpg
Sono diversi gli accorgimenti da seguire per prevenire infezioni disastrose.

• asportare tempestivamente piante morte o irrimediabilmente colpite (ad esempio viti colpite da apoplessia che tornano a vegetare nella stagione successiva) e materiale infetto rimanente dopo il risanamento dei ceppi colpiti, che possono costituire una palese fonte di inoculo.

• non abbandonare nel vigneto o interrare il materiale di risulta delle potature, ma allontanarlo e bruciarlo prontamente (oggi purtroppo molti produttori non danno peso a questo aspetto).

• contrassegnare le piante colpite sin dalla comparsa dei primi sintomi fogliari per potare separatamente le viti infette da quelle sane onde evitare la trasmissione dell’inoculo dalle prime alle ultime.

• effettuare la potatura invernale il più tardi possibile per consentire un più rapido ed efficace processo di cicatrizzazione della ferita.
ingrandisci maldellesca2.jpg
• utilizzare degli strumenti opportunamente disinfettati nonostante non vi siano certezze sulla trasmissione di infezione da una pianta malata ad una sana disinfettare gli attrezzi di potatura durante l’esecuzione della pratica, costituisce ancora una misura precauzionale.

• disinfettare i grossi tagli e le ferite accidentali con mastici cicatrizzanti, meglio se formulati con fungicidi; disinfettare le piante che hanno subito danni da eventi meteorici (grandine, gelo, etc.).

• sostituire i tutori vivi che possono ospitare gli organi di riproduzione dei microrganismi con tutori di cemento.

• eventuale ricorso ad interventi di risanamento consistenti nel taglio dei ceppi fino al raggiungimento del tessuto sano (40-50 cm sopra il punto d’innesto) sulle viti che presentano i caratteristici sintomi.

• ridurre la meccanizzazione del vigneto soprattutto per quanto riguarda le operazioni di potatura e spollonatura.
migliore.jpg
• evitare inutili stress alla pianta.
 

Il mal dell’esca purtroppo non può essere debellato per svariati motivi tra cui certamente una scarsa attenzione nella gestione delle piante malate. In Friuli Venezia Giulia sono diverse le aree colpite e tenute sotto controllo, ma ciò purtroppo non basta per eliminarlo.

Nessuna varietà è immune al mal dell’esca, anche se occorre spesso tenere conto dell’età della pianta, della varietà e soprattutto della sua gestione: sicuramente una viticoltura intensiva è tra le controindicazioni. Tra le varietà più sensibili in regione vi sono il Cabernet Sauvignon proprio per la natura del legno che risulta più molle rispetto altre varietà, il Sauvignon blanc, il Picolit e il Carmenere perché la vigoria della varietà porta il potatore a intervenire in maniera drastica sulla pianta.
Tra le varietà mediamente sensibili sicuramente il Tocai e lo Schioppetino, mentre sembra risultare poco sensibile il Refosco.
Sicuramente una maggiore consapevolezza durante le fasi di potatura e nella gestione del vigneto causerebbero meno danni alle nostre viti, che come l’uomo possono ammalarsi e morire se curate male.


Autore: Simona Migliore
facebook twitter technorati digg Del.icio.us stumbleupon

Commenti presenti: 1
bracciante agricolo
inserito il 27/02/2013

Premetto che non credo di avere la verità in tasca, ma combattendo da oltre vent'anni con il mal dell'esca qualche convinzione l'ho maturata. Intanto sono convinto che quello che viene definito mal dell'esca sono solo gli effetti di probabilmente molti funghi non necessariamente patogeni che normalmente vivono nei vasi del legno sia del portainnesto che nella parte aerea delle vitis vinifera e che solo in certe circostanze di stress, di potatura non razionale si manifestono e credo quindi impossibile (o molto difficile) che un vigneto ne possa essere esente. Il modo migliore per evitare gli effetti negativi di questi funghi è appunto evitare gli stress, tagli di potatura che creano "coni di disseccamento" nel legno vecchio e soprattutto la spollonatura meccanica.My 2 cents.

Presta Orecchio
WinesurfTube




VINformo
25/03/2017

La stampa estera a portata di clic:Terre de Vins, n.46, marzo-aprile 2017

Due i titoli di copertina. Il primo, più grande: Le migliori 100 carte dei ...

18/03/2017

Il 26 marzo Vin'a Trani, alla sua terza edizione

Alla sua terza edizione Vin’a Trani, si presenta con una selezione di oltre 40 ...