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Wine Fiction

27/05/2013
Nuovo presidente Brunello: a modest proposal
ingrandisci marsattack.jpg
Giovedì prossimo 30 maggio ci sarà l’elezione del nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino. Un momento importante per questa denominazione che oramai da molti, moltissimi anni veleggia in un tranquillo e ovattato tran-tran.
In effetti la serena e paciosa tranquillità che regna in zona rischia di far dimenticare il nome Brunello ai media di tutto il mondo. Per fortuna, se i media hanno perso di vista Montalcino (senza notizie come si fa a parlarne!!) non l’hanno fatto i clienti di tutto il mondo: infatti il mercato, forse proprio grazie all’accordo che regna tra i produttori, tira come non mai.

Ora tutti si staranno domandando se questo periodo di vacche esageratamente grasse e perdipiù mute dovrà e potrà continuare, oppure la scelta dei consorziati sarà per una rottura col passato, con un presidente che, magari innescando anche qualche sana polemica, riesca a far tornare sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo questo vino che qualcuno scherzando ha anche chiamato “Calmello di Montalcino”.

Dal punto di vista giornalistico noi non possiamo che sperare in un presidente molto più “gossip-style”, pronto a increspare con qualche uscita d’ingegno, le troppo tranquille acque della denominazione.

Per esempio: non sarebbe male se l’eletto dichiarasse al mondo che per anni in diversi Brunello ci sono andate anche altre uve che col Sangiovese non hanno niente a che vedere. Ci pensate al riflesso che avrebbe sui media una notizia del genere? Montalcino tornerebbe sulle prime pagine per giorni e giorni.  

Questo potrebbe essere un significativo primo passo verso un recupero internazionale di visibilità. Proprio a seguito di questa affermazione si potrebbe organizzare subito un convegno scientifico dove si presentino metodi assolutamente sicuri per riconoscere la purezza del sangiovese. Se in concomitanza a ciò si cominciasse anche a ventilare la possibilità del cambio di disciplinare, magari del Rosso e non del Brunello, sicuramente la calma piatta di questi anni si potrebbe almeno increspare.

ingrandisci brunellomorto.jpgPenso infatti ad alcuni produttori che magari, pur tranquilli e paciosi di natura, potrebbero avere qualcosa da ridire. Il problema è che i produttori di Montalcino non sono oramai più abituati alla polemica e quindi servirebbero altri stimoli per poter mantenere accesa la fiamma del sano e corretto confronto verbale.

Magari potrebbe essere troppo ma….pensare ad un bello scandalo, tipo trovare dei vigneti di merlot utilizzati per fare Brunello? No! In effetti mi sembra troppo e soprattutto assolutamente impensabile, però qualcosa di grosso ci vorrebbe per togliere l’apatia che da anni rischia di far addormentare un giornalista quando parla di Montalcino.

Qui si potrebbe vedere veramente la tempra del nuovo presidente: sempre cavalcando il cambio-non cambio di disciplinare  potrebbe riuscire a far uscire dai gangheri un buon numero di produttori e così  magari trovare qualche motivazione per buttare fuori  dal consorzio aziende importanti.

Certo è che ci vorrebbe un presidente veramente “gossipparo” e iperattivo per riuscire a far uscire dai gangheri i calmissimi produttori locali, per riuscire a creare un clima teso, difficile, dove ognuno guarda in cagnesco l’altro, ma almeno le notizie si accavallerebbero e Montalcino sarebbe la centro dell’attenzione.

Ritenendo impossibili cose come quella del merlot , ci permettiamo di fare alcune umili e semplici proposte.

1.Dichiarare guerra al pianeta Marte. Ci spieghiamo meglio: non si tratterebbe proprio di una guerra al pianeta ma al sinonimo Pianeta Rosso con cui tutti lo chiamano. Però i giornali, semplificando come sempre, titolerebbero: Montalcino dichiara guerra a Marte! Già vediamo il futuro presidente leggere il proclama “E’ oramai da troppo tempo che Marte viene chiamato Il Pianeta Rosso, mentre è a tutti chiaro che il vero luogo dove il rosso alligna è Montalcino! Per questo il Consorzio da me presieduto ha deciso di intentare causa internazionale a questo sinonimo e a chi lo rappresenta e tutela, in quanto fuorviante e lesivo della dignità di una terra che da sempre ha avuto con il termine Rosso un rapporto assolutamente privilegiato.”

ingrandisci montalcino...jpg2. Denunciare tutti quelli che, fuori dal comune di Montalcino, si chiamano Brunello. Mettiamo che esistano persone piccole, di struttura cagionevole, esili che si chiamano così: sicuramente porterebbero nocumento al nome, all'immagine  e soprattutto farebbero pensare che il Brunello, invece di essere potente e deciso, sia appunto esile e malaticcio. Senza pensare al giorno del funerale, con  i cartelli mortuari dove si legge “Brunello è morto!”.

3. Attivare un numero verde (pardon rosso!) attivo 24 ore su 24 per raccogliere le insinuazioni, i pettegolezzi, le storie, inventate o meno, di  produttori ilcinesi su altri produttori locali. Tutto questo dovrebbe essere riversato su un blog e alla fine dell’anno potrebbe essere indetto il premio “Querelino d’oro” da conferire sia al produttore più sputtanato sia a quello che ha presentato più querele contro ignoti.

Le nostre sono ovviamente modestissime proposte, che forse non meritano nemmeno di essere discusse, ma qualcosa per smuovere il quasi secolare e pacifico immobilismo mediatico di Montalcino il nuovo presidente dovrà pur fare!

 
 
 
La foto del cartello mortuario e di Paolo De Cristofaro

Autore: Carlo Macchi
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Commenti presenti: 3
Stefano Cinelli Colombini
inserito il 27/05/2013

Mentre iniziavo a leggere il tuo articolo pensavo "ma Carlo che fa. sfotte?" poi ho finito, e ne sono certo; sfotti. . Ma che vuoi da noi, che priviamo voi poveri amici di un così buon motivo di riempire i vostri altrimenti noiosi blog? Ma siamo noi a farvi vivere! Abbiate rispetto, stiamo litigando per voi.

carlo macchi
inserito il 28/05/2013

Grande Stefano! Il motto "Stiamo litigando per voi" è notevole e riassume il mio sfottò.

AG
inserito il 28/05/2013

Geniale, Stefano

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