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06/06/2013
L'eleganza del Sinfarosa
ingrandisci manduria.jpg
A molti sembrerà una banalità ma vale la pena ripetere che la qualità del terreno su cui cresce la vite è uno degli elementi fondamentali per ottenere vini eccellenti e la sua composizione influenzerà in modo determinante il vino che si otterrà.
Spesso si dimentica questa basilare condizione, pensando che la si possa in qualche modo compensare o sostituire con pratiche agronomiche e soprattutto di cantina.
La diversità dei terreni quindi spiega o dovrebbe spiegare anche la diversità dei vini di una stessa zona, ma questo spesso non avviene.
La dolente nota della mancanza delle zonazioni d'altronde sta proprio a testimoniare quanto strada ci sia ancora da percorrere, nonostante la viticoltura pugliese in generale viva un momento di grande appeal.
Traslando questo discorso al Primitivo di Manduria, tutti sanno che le diverse zone: terre sabbiose, rosse e nere, esprimono vini differenti, ognuno con le proprie specificità, eppure manca il riconoscimento che permetta di affrontare in modo scientifico questa diversità ed il loro riconoscimento territoriale.
Il Primitivo Sinfarosa, che proviene dall'omonima contrada, arriva da terreni che poggiano su roccia tufacea tipica della zona che da Manduria conduce ad Avetrana, ha quindi colore rubino intenso con profumi di amarena e prugna e frutti neri e poi note ben percepibili di pepe e cacao oltre che di vaniglia.
Al palato è elegante con sfumature di prugna nera e spezie e buon supporto acido a far da contraltare ai suoi 15 gradi. Chiude in modo elegante e persistente e con una leggera e piacevole tannicità
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Sinfarosa 2010
Primitivo di Manduria DOC
Az. Accademia dei Racemi
Tel. 099.9711660
Uvaggio: Primitivo
Giudizio: ottimo
 
Per gentile concessione del Corriere del Mezzogiorno





Autore: Pasquale Porcelli
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Commenti presenti: 1
claudioT
inserito il 06/06/2013

Ho avuto in degustazione i vini di accademia di Racemi all'ultimo Vitigno Italia, in presentazione c'erano le versioni 2011 di Archidamo, Felline, Sinfarosa e il Dunico 2010. Oltre al territorio che permetteva di esprimere differenze gusto-olfattive nei vini anche la presenza di cloni di diversa origine, aveva la sua incidenza. Li ho trovati comunque vini molto polposi, opulenti, in particolare lo zinfandel, che abbisognano di tempo per assestarsi data la componente tannica prorompente e l'alcolicità decisa. Un pò troppo finto e costruito il dunico nonostante venga prodotto da vigne ad alberello con oltre 50 anni su terreni sabbiosi che gli conferivano eleganza ma la presenza del legno di affinamento è oggi troppo presente e anacronistico.

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