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Editoriale

02/12/2013
Rockea ha svolto il suo compito. Evviva!
ingrandisci rockea.jpg
Il progetto “Rockea, dal vino all’acqua” si è ufficialmente concluso (anche se alcune bottiglie sono rimaste e se qualcuno volesse…). Vi ricordo in cosa consisteva.
Grazie agli amici di Rocca delle Macie  sono state create 300 bottiglie (una barrique) di vino nato dal filare dove si trova la nostra vite Rockea, oramai star dei filmati “Il Grande Fratello della vite”. I soldi ottenuti da queste 300 bottiglie, vendute a 40 €, l’una sono stati raccolti in un fondo che ha permesso all’Associazione Lufelade di creare una tubatura che dal lago Malawi portasse l’acqua ad un orfanotrofio locale. L’acqua è stata usata non solo per bere e lavarsi ma anche per creare orti dove coltivare piante e verdure. L’ultima fase del progetto ha previsto la creazione di un recinto per evitare che animali selvaggi potessero distruggere la pompa e le colture.
Per maggiori informazioni sul progetto potete leggere qui, quanto scritto dai cari amici di Rocca delle Macie , in queste righe vorrei solo mettere su carta (ops, siamo sul web!) qualche ricordo e soprattutto ringraziare tutti coloro che hanno acquistato una bottiglia di Rockea ed hanno così permesso la realizzazione di una cosa semplice ma di grande utilità. Avere accesso all’acqua in certe zone del pianeta è quello che fa la differenza tra fare la fame o avere possibilità di sviluppo. Grazie a Rocca delle Macie , a Lufelade e a noi di Winesurf un gruppo di ragazzi  potrà avere un futuro migliore.
 
ingrandisci pompa-300x231.jpgFacendo un resoconto finale mi tornano a mente tanti piccoli flash. La raccolta dell’uva e il suo arrivo in cantina, con il cantiniere di Rocca delle Macie che, da buon burbero benefico, smoccolava in silenzio perché, oltre a dover curare migliaia di ettolitri di vino in fermentazione, avrebbe dovuto anche seguire attentamente la fermentazione di una vasca in acciaio di soli 500 litri, comprata per l’occasione e messa nel mezzo alla cantina come un piccolo totem.
 
Il momento in cui abbiamo assaggiato il vino, rimanendo sorpresi della sua bontà e il sottoscritto rimanendo sorpreso anche del fatto che, pur essendo stato in barrique, sapesse pochissimo di legno.
 
La prima volta che ho visto l’etichetta del vino, un lavoro che mi ha commosso perché rappresentava in pieno non solo il cielo africano ma la semplice gioia dei bimbi, la voglia di vivere, la speranza nel futuro. Per me sarà sempre la più bella etichetta per il vino mai creata.
ingrandisci rockearisultati.jpg 
Quello però che non scorderò mai sarà la foto in cui un gruppo di bimbi sorridenti dell’orfanotrofio in Malawi tiene un cartellone con sopra scritto “Grazie” sia a noi che a Rocca delle Macie, storpiando in maniera meravigliosa entrambi i nomi.
Per chiudere vorrei ringraziare Alfio e Luca, che hanno seguito con attenzione la creazione e l’evolversi del vino, e poi Valeria, che oberata da mille impegni ha sempre trovato il modo di tenere i conti delle bottiglie vendute nonostante avesse a che fare con un casinista di razza come il sottoscritto. Last but not least il mio amico Sergio Zingarelli e la sua famiglia, che hanno permesso al progetto di realizzarsi.

E naturalmente ancora un grazie a tutto voi, che ci avete aiutato a fare qualcosa di buono per chi è meno fortunato di noi
 
Autore: Carlo Macchi
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Commenti presenti: 1
Ettore ed Enrica
inserito il 31/12/2013

Abbiamo partecipato con gioia a questa bella iniziativa ed abbiamo anche avuto il piacere di ricevere il Signor Macchi che ha voluto consegnarci personalmente le bottiglie al nostro primo acquisto ( ne abbiamo acquistate altre una seconda volta durante la partecipazione alla potatura ) . Lodevole e meritevole iniziativa. Bravi!

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