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C’era proprio bisogno di un produttore non lucano per fare una buona presentazione dei vini lucani? Pare proprio di si visto che c’è voluta infatti tutta la pazienza e l’abilità di Fabrizio e Cecilia Piccin, arrivati dalla Toscana e titolari della nuova e promettente Grifalco della Lucania per portare in Basilicata un folto gruppo di giornalisti e broker italiani ed esteri. In una regione dove l’elenco delle aziende fornito dalla Camera di Commercio ha almeno il 60% di indirizzi mail sbagliati, dove alcuni produttori non danno bottiglie alla “concorrenza” per paura che vengano adulterate prima di essere servite, dove da alcune retroetichette si evince che il vino non matura in legno ma “stagiona”, si è potuto fare promozione del territorio soprattutto grazie a chi, venendo da fuori, è riuscito ad agire da collante tra un discreto numero (per fortuna almeno questo) di produttori lucani. Una volta creata l’occasione noi di Winesurf l’abbiamo presa al volo, andando anche oltre. Infatti abbiamo richiesto a tutte le aziende lucane produttrici di Aglianico del Vulture (rintracciate tramite un mai troppo benedetto almanacco speditoci dai soliti noti di Grifalco) le campionature delle annate 2003-2004, riuscendo così a portare a casa una degustazione abbastanza esaustiva di questa Denominazione. Tra l’evento organizzato da Grifalco (che permetteva anche di degustare gli Aglianico del Vulture di molte cantine nonchè i vini del comprensorio Materano) e i nostri assaggi “privati” abbiamo avuto a disposizione quasi sessanta prodotti, che non sono certamente pochi per questo bellissima regione. Per i risultati della degustazione dovrete comunque attendere fino a settembre, quando il momento sarà più favorevole per parlare di rossi così importanti. Nel frattempo eccovi alcune note al volo su un viaggio che ci ha riservato sorprese enologiche al positivo ma anche al negativo, il tutto in rigoroso ordine alfabetico
Se Dio vuole (si fa per dire) lo abbiamo trovato anche qui, in particolare nel Materano, accoppiato al suo storico collega Merlot. Capisco che l’Aglianico non era storicamente proprio il vitigno più piantato in zona, ma partire oggi nel sud Italia producendo vini da vitigni internazionali vuol dire salire in macchina passando dal tubo di scarico.
Abbiamo già detto........
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