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VINviaggio

29/05/2016
Anteprima della Costa toscana: meglio più "Costa" e meno "Anteprima".
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Anche quest’anno è stato il Real Collegio di Lucca a far da cornice alla rassegna ideata dall’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana, che ogni anno a Maggio ospita per un intero weekend i vini prodotti nelle province toscane bagnate dal mare. Più di 80 aziende per un totale di oltre 500, etichette distribuite tra il piano nobile e il salone delle feste del bellissimo palazzo lucchese
 
Nelle sale affrescate i “fuori tema”:gli champagne, insieme alle bollicine italiane, formavano un percorso “effervescente” che andava dal lambrusco di Sorbara al Prosecco di Valdobbiadene sfociando nella (sempre più vasta) produzione della Costa Toscana, con tentativi talvolta interessanti talvolta veramente azzardati di spumantizzare di vitigni autoctoni in zone forse più adatte per vini fermi.

Di solito al termine di ogni manifestazione rifletto su quale sia stato il vino che mi ha particolarmente colpito o stupito e questa volta è proprio tra le mie amate bollicine che ho trovato un chicca.
ingrandisci lucca1.jpgLa piacevole novità, presentata all’ultimo vinitaly da parte della Cantina della Volta, è un lambrusco… bianco. Ovviamente il disciplinare non consente di chiamarlo lambrusco, anche se di fatto lo è, quindi rientra nella classificazione
Vino Bianco Spumante di qualità ma è ottenuto da uve di Lambrusco di Sorbara in purezza, vinificato in bianco. Le uve sono quelle della vendemmia 2012 e dopo 34 mesi di riposo sui lieviti è nata questa nuova interpretazione del versatile Lambrusco: di colore giallo tenue con perlage finissimo e persistente con sentori di fiori e note di frutta fresca,  con un equilibrio tra morbidezza e freschezza veramente godibile.
Tornando ai Gran Cru della costa, per gli operatori di settore era possibile degustare le anteprime già in commercio ed alcuni campioni di botte della vendemmia 2015.
Sull’assaggio dei campioni di botte si potrebbe scrivere un capitolo a parte, perché la domanda è se abbia davvero senso assaggiare campioni di botte e quindi vini ben diversi da ciò che saranno poi in bottiglia: per me no.
Credo che  il campione di botte sia interessante assaggiarlo in cantina, magari in momenti diversi della vinificazione, magari assaggiando campioni da botti diverse. Provare ad immaginare il prodotto finale dopo tutti i passaggi, gli assemblaggi, e gli invecchiamenti, parlandone con il vignaiolo, con l’enologo dell’azienda, con il cantiniere. Ma in queste manifestazioni ha già poco senso assaggiare vini che andranno in commercio  mesi o anni dopo, figuriamoci se ha senso degustare campioni di botte.
Anche quest’anno numerosi  laboratori di degustazione hanno offerto approfondimenti interessanti. L’Anteprima 10 anni dopo (vendemmia 2006) e la verticale di Costa dedicata a “Il Cavaliere” di Michele Satta” e ancora  "Racconti Biodinamici e  Sfumature di bianco, lo Chardonnay della Côte des Blancs".
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Tra le novità dell’edizione 2016 una rinnovata esposizione di gastronomia. Banchi di assaggio hanno raccontato i sapori della Toscana attraverso i prodotti di sapienti artigiani del gusto, accompagnati da una selezione dei vini di Costa.
In un angolo del giardino era stata allestita  anche un’ enoteca che offriva una scelta raffinata e differenziata con possibilità di acquisto e consegna a domicilio.

L’augurio per l’anno prossimo è quello di ritrovarsi con qualche novità e curiosità in più e con qualche campione di botte in meno.
 
Autore: Tiziana Baldassarri
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