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03/11/2016
Brunello 2011: annata “giustamente morbida” da bere
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“Beati gli ultimi, perché saranno i primi ad entrare nel regno del Brunello!” Questa parafrasi enoica della nota frase evangelica vorrebbe motivare il nostro arrivare sempre per ultimi a degustare e commentare l’annata del Brunello di Montalcino.
 
Ne abbiamo già parlato altre volte e quindi rischiamo di ripeterci, ma assaggiare i vini rossi dopo l’estate (potendoselo permettere dal punto di vista editoriale) è un atto di rispetto sia  verso i vini sia verso i consumatori finali. Forse lo è un po’ meno nei riguardi degli importatori e in generali di chi li commercia, che hanno bisogno sempre di notizie freschissime (che spesso sconfinano nel valutare il pulcino sbirciando l’uovo nel sedere della gallina), ma questa è la nostra scelta editoriale.
 
Neanche tanto sotto sotto crediamo che, pur essendo esauriti in azienda (almeno speriamo) i Brunello 2011 siano ben presenti sugli scaffali delle enoteche e nelle carte dei vini dei ristoranti, quindi valutarli e parlarne adesso, alle soglie del periodo invernale in cui certi vini saranno bevuti volentieri,  ci sembra il modo migliore per essere “sulla notizia”.
 
Ma bando alle ciance e veniamo alla “notizia” cioè al Brunello 2011. Durante l’anteprima di febbraio ci eravamo posti domande del tipo “Il caldo di agosto-settembre avrà bloccato la maturazione? Fatto abbassare troppo l‘acidità? Portato ad aromaticità troppo mature o addirittura cotte?”
 
Confermiamo più o meno quanto dicemmo allora. Il caldo non ha creato problemi ingestibili e, grazie alla maestria dei produttori e alla “tenuta del vigneto Montalcino”, siamo arrivati ad un risultato medio di tutto rispetto. Inoltre i vini sono stati trattati quasi in “sottrazione”, evitando anche l’uso importante di legno (piccolo o grande) e quindi  possiamo ribadire quanto detto a febbraio e cioè che  “Il brunello 2011 non sarà certo uno tra i più longevi e muscolari del secolo ma sicuramente è dotato di una fresca e dinamica piacevolezza che lo rende pronto per essere goduto (quasi) da subito.”
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Dopo 8 mesi, oltre a confermarlo ci sentiamo di dire anche questi vini, figli di una vendemmia molto problematica (fresca fino verso metà agosto, quando scoppiò un caldo incredibile che si protrasse sino quasi alla metà di settembre), rappresentano sempre più la linea che dovrebbe avere il sangiovese “da invecchiamento”.
 
Ci spieghiamo meglio: il sangiovese ha struttura tannica importante ma non è certo un nebbiolo o un sagrantino. La sua vera natura in invecchiamento non porta a vini dove la tannicità sia eccessiva o molto spinta ma a prodotti dove quest’ultima (importante ma non ridondante) venga affiancata da una valida componente acida e da un’alcolicità non debordante per poter “invecchiare assieme”.
 
Ci sono poi annate in cui queste caratteristiche raggiungono vette notevoli (vedi 2010) e vendemmie con acidità non certo importanti ma equilibrate, tannini abbastanza maturi anche se con note “costituzionalmente”  ruvide. Queste seconda tipologia porta già dopo 4-5 anni a vini di buona bevibilità, abbastanza pronti subito ma con buone possibilità di invecchiamento.
 
Insomma il Brunello 2011 è un vino da bere  sin da subito, con alcuni “top” andrebbero attesi per almeno 3-5 anni. Se dovessi dare comunque un voto all’annata non andrei oltre il 6.5 di media, con alcune punte attorno a 8.
 
Una nota a margine riguarda l’uso del legno grande, in costante aumento non solo a Montalcino. Sempre più cantine, non solo in Toscana, stanno rinnovando o hanno rinnovato il parco botti grandi, però CAMBIANDO TUTTO ASSIEME O QUASI. Questo porta purtroppo a vini ingessati dal legno, anche utilizzando legno grande: anzi, i legni grandi nuovi ci mettono più anni di una barrique per “farsi digerire dal vino”, con il risultato che oramai un numero non bassissimo di cantine italiane (anche a Montalcino purtroppo)hanno almeno 2-3 annate “ingessate” dal legno, forse irrimediabilmente.
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Rosso di Montalcino 2014
L’annata è stata molto, molto difficile e già riuscire a produrre un vino di medio corpo con buoni profumi di frutta credo sia stata un impresa. Per questo vi invitiamo a considerare i vini che sono arrivati almeno alle tre stelle come prodotti di ottimo livello.
I rosso di Montalcino 2014 hanno mediamente un corpo sufficiente e profumi tenui di frutta.
Per fortuna non vi sono molte “cadute di stile” con vini molto diversi dallo standard medio, tipo colorazioni intense, corpi rotondi e aggressivi.
Insomma, il bello del Rosso 2014 è che siamo davanti ad un vino vero, senza scorciatoie e camuffamenti. Di questo va dato atto ai produttori.
Se poi dovessimo dare un voto alla vendemmia non credo potremmo arrivare alla sufficienza.
Autore: Carlo Macchi
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