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VINviaggio

30/11/2016
Maredivino, il luogo dove mollare gli ormeggi
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Come tutte le associazioni di sommellerie anche FISAR non è solo un acronimo su uno scudetto che fa bella mostra di sé su eleganti smoking, ma un insieme di persone divise per delegazioni di appartenenza.
 
Alcune delegazioni lavorano meglio di altre, qualcuna è appena nata, altre sono storiche, le più recenti cercano di farsi conoscere, altre da anni hanno conferme del proprio buon lavoro.
 
La delegazione di Livorno è tra queste ultime, prova ne sia il sempre crescente numero di associati e la fidelizzazione che riesce a fare con i soci, che terminati i corsi di formazione decidono di restare all’interno della delegazione come sommelier attivi. Ricordiamo anche la quantità e qualità di degustazioni organizzate nelle sede, che si alternano a corsi di cucina e di pasticceria, allargando il raggio d’azione e spaziando in tutto ciò che è piacere per il palato.

Ed è con la stessa passione e intenzione di avvicinare le persone alle piacevolezze del gusto che qualche anno fa Fisar Livorno decise di organizzare Maredivino, manifestazione giunta quest’anno alla sua settima edizione.
Non è facile inventarsi qualcosa di nuovo quando in tutte le stagioni le manifestazioni nascono come funghi, ma Fisar Livorno riesce a distinguersi: intanto selezionando i prodotti e concentrandosi solo su quelli provenienti dalla provincia di Livorno, poi avvalendosi della preziosa collaborazione di slow food.
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Inoltre  la fortezza vecchia di Livorno è stata per le prime edizioni una location più che suggestiva
 
Negli anni Fisar Livorno ha aggiustato ancora il tiro, cambiando periodo e location per approdare all’attuale terminal crociere dove in un fine settimana di metà novembre da ormai tre anni si svolge questa due giorni di eccellenze enogastronomiche labroniche.
 
Mi ripeto se dico che per noi operatori le manifestazioni non sono  il momento ideale per degustare ma MAREDIVINO fa eccezione, perché ai suoi banchi di assaggio trovi chicche che non capita tutti i giorni di degustare.
 
E non parlo di Ornellaia, che tutti conoscono, ma pochi si possono permettere e magari aspettano di assaggiarla proprio in questi casi, ma di quei vini sconosciute che puoi assaggiare solo sul posto se ci vai in vacanza o, appunto, in occasioni del genere.
 
ingrandisci tizianabaldassari1.jpgUn esempio è il Rosatico di Poggio al Grillo, un’azienda di Castagneto Carducci che ha voluto provare ad unire i profumi dell’aleatico, solitamente dedicato alla produzione di vini dolci e passiti, alla versatilità di un rosato secco. Il  risultato ben si abbina  a molti piatti di pesce tipici della zona.
 
La novità di quest’anno è stata l’area dedicata alla FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, alcuni dei quali erano ospiti con i loro prodotti. Altro ospite era l’azienda Ca’di Frara con i suoi vini e spumanti dell’Oltrepò Pavese.

La manifestazione anche quest’anno prevedeva alcuni showcooking e un’area dove si potevano degustare ed acquistare  prodotti gastronomici artigianali, sempre ovviamente della provincia di Livorno.
 
Che dire? Ad un certo punto mi sono guardata in giro… avevamo tutti un calice in mano mentre dalle ampie vetrate che si affacciano sul porto si vedevano le navi pronte a salpare.
 
E allora molliamo gli ormeggi, lasciamoci trasportare dai sensi e buon viaggio Fisar. Ci vediamo l’anno prossimo.
Autore: Tiziana Baldassarri
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