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07/02/2017
Anteprima Amarone 2013: annata con “divergenza climatica”
ingrandisci anteprimaamarone.jpg
E’ sempre più dura la vita dei cronisti del vino (italiani), ormai la partecipazione alle Anteprime bisogna sudarsela, non tanto per gli accrediti, quelli arrivano, ma diventa sempre più difficile ottenere almeno il pernotto.
La verità è che ormai i vari consorzi invitano (ed ospitano generosamente) i giornalisti stranieri, d’altra parte  alcune tipologie di vino (e l’Amarone è tra questi) vendono più all’estero che non da noi (i dati del Consorzio parlano di un export del 65% per quanto riguarda l’Amarone, con Germania (18%), USA (11%), Svizzera (11%) che da soli assorbono circa il 40% delle bottiglie esportate).
 
Ma veniamo all’Anteprima Amarone 2013 che ha visto un cambiamento radicale rispetto al passato: è aumentata la durata della manifestazione, tre giorni anziché i soliti due, differenziando però l’accesso nelle varie giornate: il sabato dedicato unicamente alla stampa ed agli opinion leader, la domenica, aperta al pubblico, che è accorso più numeroso del solito stando ai dati forniti dal Consorzio, ed infine il lunedì riservato agli operatori (ristoratori, enotecari etc.).

Anche la possibilità d’assaggiare i vini sin dal primo mattino (l’orario di apertura delle due sale di degustazione, una riservata alla degustazione a bottiglie coperte, l’altra a coloro che volevano scegliersi liberamente i vini d’assaggiare, è stata anticipata alle 9,30, mentre negli scorsi anni occorreva attendere la fine del convegno, che quest’anno si svolgeva in parallelo alle degustazioni.
Fatto sta che il sabato mattino, prima dell’apertura delle due sale di degustazione erano già numerosissimi i giornalisti in attesa.
ingrandisci bicchieriamarone.jpg Formula vincente, a quanto pare.
 
L’annata 2013
 
Le info fornite dal Consorzio parlano di un’annata che “Si ricorderà per l’assoluta divergenza climatica tra la prima fase del ciclo vegetativo e la seconda coincidente con la maturazione”. “Che ben rappresenta il cambiamento climatico, dove variabilità e incostanza meteo sono fenomeni sempre più frequenti, che sottopongono la vite a regimi metabolici opposti ed estremi (proteici e zuccherini), portando a risultati finali a volte inaspettati, ma di grande interesse”. E ancora: “In questo contesto climatico i vini del 2013 sono risultati di elevato livello qualitativo con una evidente espressione territoriale e stilistica in un’annata comunque non semplice”.
Noi, e sentendo il parere di diversi colleghi (e produttori) non siamo i soli, abbiamo molto faticato ad inquadrare quest’annata, nonostante abbiamo degustato (a bottiglie coperte) tutti i vini in bottiglia (33 sugli 83 presenti) oltre ad una ventina di prove di botte.
Trascurando quest’ultimi, difficili da inquadrare poiché ancora soggetti a possibili, se non probabili lavorazioni di cantina, abbiamo trovato una grande eterogeneità in quelli già imbottigliati (ma in molti casi non ancora in commercio), alcuni vini ci parsi con una struttura un poco esile, anche se a loro favore va ascritta una maggiore bevibilità, diversi erano segnati da un legno ancora da digerire, altri, pochi per la verità, giocavano su note di grande fruttosità ed alcol importante, mentre qualcuno era segnato da qualche nota vegetale. Anche l’equilibrio a volte era un poco instabile e qualcuno era ancora scomposto, ma, come dicevamo, diversi vini andranno in commercio solamente tra alcuni mesi, ed altri addirittura tra qualche anno.
 
ingrandisci lorenzocolombo.jpegIl problema delle Anteprime, e soprattutto di questa è proprio quello d’assaggiare vini già in commercio (a volte anche da un anno) ed altri che lo saranno nei prossimi mesi o anni.

Una formula possibile, secondo noi, sarebbe quella di presentare i vini che sono, o saranno a breve in commercio, indipendentemente dall’annata di produzione.

Un fil rouge che comunque accomunava molti campioni l’abbiamo trovato in una nota balsamica, quasi da legno dolce, in effetti “note balsamiche” è molto ricorrente nei nostri appunti di degustazione, altra caratteristica comune a diversi vini era data dai sentori di liquirizia (a volte radice di liquirizia) che si presentava in fin di bocca.

Nel complesso abbiamo comunque trovato diversi vini interessanti, alcuni molto buoni, mentre sono veramente pochi quelli che non ci sono piaciuti.
Autore: Lorenzo Colombo
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