Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti i cookie, clicca su "Approfondisci".
Proseguendo la navigazione, acconsenti alla raccolta e all'uso dei cookie.

Accetto l'uso dei cookie          Approfondisci
loading
Facebook Winesurf Youtube Winesurf Twitter Winesurf
Chi siamo Filosofia LINK
Una vera guida online aggiornata in tempo reale
Racconti fantastici che riguardano il mondo del vino
La più folle enciclopedia del vino
Vinchiesta: le nostre inchieste sul vino
vinformo
vinviaggio
vinteressa
Cosa accade nel vino al sud
Le nostre soste
Quello che i 'giovani' garantiscono
Carlo MacchiKyle Phillips Lorenzo ColomboRoberto Giuliani
Luciano PignataroStefano TesiAngelo PerettiAndrea Petrini
VinItalia

Naviga la mappa per scoprire le degustazioni dei vini regione per regione




VINformo

27/02/2017
Civiltà del Bere, non l’avevo riconosciuta!
ingrandisci civiltadelbere.png

Correva l’anno 1986 quando iniziai a girare seriamente attorno al vino e già allora (da più di dieci anni) c’era una rivista che si chiamava Civiltà del Bere. Tra gli addetti ai lavori, pur considerandola importante, era vista come “un po’ datata” per non dire “old style” o, non molto educatamente, vecchia.
 
Da allora sono passati molti anni e le volte che mi è capitato di darle un’occhiata non potevo che pensare a quel primo giudizio e confermarlo.
 
Tutto questo fino a ieri, quando mi è capitata in mano Civiltà del Bere  n° 1 del 2017.
 
Lì per lì, non avendola riconosciuta  mi sono domandato chi poteva avere il coraggio di fare una nuova rivista sul vino in Italia.
 
Poi ho guardato meglio, e strabuzzando gli occhi, mi sono messo a sfogliarla.
 
Non è cambiata solo la veste grafica, bella, moderna e funzionale, ma anche i contenuti; naturalmente cambiati in meglio, molto in meglio.
 
A parte le rubriche iniziali di belle firme del giornalismo enogastronomico,  spicca un’approfondita e ben fatta inchiesta sui legni per botti o barriques: le zone di produzione e di lavorazione, gli aromi che lasciano al vino, i vari modi per lavorarli, interviste a produttori di botti e barriques italiani e esteri. Una serie di servizi veramente interessanti e ben assemblati.
 
Si passa poi ad un focus sul Moscato d’Asti ed al lunghissimo lavoro sul “top delle guide” che, incrociando i risultati delle guide cartacee stabilisce i migliori vini in assoluto.
 
A proposito di vini, la cosa forse un po’ scontata sono i consigli enoici di alcuni redattori o collaboratori, mentre sono stato veramente contento di vedere altre firme di peso sotto vari articoli.
 
Insomma, con questo nuovo corso e veste grafica Alessandro Torcoli ha portato Civiltà del Bere quasi al livello con le maggiori riviste di vino europee. Dico quasi perché quello che per adesso manca è un certo “respiro internazionale”, anche se l’inchiesta sui legni fa molto ben sperare.
 
Complimenti.
 
Autore: Carlo Macchi
facebook twitter technorati digg Del.icio.us stumbleupon

Commenti presenti: 1
Mario Crosta
inserito il 28/02/2017

Io ricordo ancora "le muse inquietanti", un quadro di De Chirico comprato dai lettori di Civiltà del Bere, allora diretta da Pino Khail e Giacinto Furlan nel 1980, donato all'enoteca italiana di New York e da allora è sempre stata una rivista di riferimento per me e per molti.

Presta Orecchio
WinesurfTube




VINformo
25/03/2017

La stampa estera a portata di clic:Terre de Vins, n.46, marzo-aprile 2017

Due i titoli di copertina. Il primo, più grande: Le migliori 100 carte dei ...

18/03/2017

Il 26 marzo Vin'a Trani, alla sua terza edizione

Alla sua terza edizione Vin’a Trani, si presenta con una selezione di oltre 40 ...