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VINchiesta

28/09/2009
L'Epifania dello Stronzio
stronzio.gif
NOTIZIA
C’è una nuova tecnica per individuare il territorio di origine di un vino .
Lo dice il prof. Conticelli dell’Università di Firenze, che ne ha parlato al mondo del vino in vari convegni. In un paio di tali occasioni ha colpito la nostra attenzione ( es : il convegno su i Vini Vulcanici a Soave ).
Per cui l’ abbiamo acchiappato, ci siamo fatti condurre nel laboratorio segreto e ci siamo fatti spiegare come funziona.
Viene usato uno spettrografo di massa . E’ uno strumento inventato negli anni 30 del ‘900 , descritto in tutti i libri di fisica : serve a separare e a pesare gli isotopi di un elemento .
Si tratta dunque di una tecnica di fisica nucleare , ormai ampiamente usata in vari campi, fra i quali la geochimica .
Il prof. Conticelli svolge le sue ricerche appunto nell’ ambito della geochimica e dirige un laboratorio ben attrezzato nascosto in un luogo affascinante (ma scomodissimo) di Firenze.
L’ analisi con lo spettrografo va a cercare gli isotopi meno comuni di elementi presenti nel suolo in piccole tracce . La loro presenza e la loro quantità costituiscono un’ impronta  caratteristica di ciascun suolo.
Questa impronta ( presenza e quantità di isotopi rari ) , si ritrova nei tessuti delle piante che crescono sul suolo, nell’ uva , nel vino.
La sensibilità e la precisione di questa tecnica sono fantastiche . Faccio un esempio : vado a vedere le analisi dei vini del Vulture e prendo un risultato a caso
0.707752 + 0.000006    87Sr / 86Sr    
ingrandisci solfatostronzio.jpgproviamo a decrittare : questo numero ( poi vediamo che vuol dire ) ha un’ incertezza sulla  sesta cifra decimale   ( i milionesimi , poi vediamo di che cosa ) – la quinta cifra decimale ( e tutte quelle precedenti ) è data con certezza .
Se guardiamo altri numeri, misurati su altri vini , vediamo che hanno tutti in comune 0.70 , le prime due cifre decimali .
Restano altre tre cifre “sicure” per individuare aree più ristrette , fino al versante, al podere . Ci hanno fatto vedere i primi dati grezzi di uno studio sulle differenze fra i filari di una vigna !
Il numero 0.70.… rappresenta il rapporto fra due isotopi dello Stronzio
Tale rapporto è caratteristico di ogni roccia e questa misura è una tecnica standard in petrografia .
Cito : “ il rapporto isotopico   87 Sr/ 86 Sr  finisce per essere estremamente variabile da roccia a roccia  ma costante all’ interno della formazione rocciosa , creando una unicità geologica per un determinato appezzamento di terreno . In ultima analisi questo rapporto isotopico potrebbe rappresentare una vera e propria impronta digitale del prodotto agroalimentare rispetto alla provenienza e definire in maniera univoca la vigna se non il comprensorio di provenienza del vino “  **

COMMENTO
Questo è ciò che ci può dire questa misura : la vigna in cui l’ uva è nata.
Cosa non ci dice : non distingue fra sangiovese e merlot ( tanto per dire due vitigni a caso ) e neanche fra uva, zucche e granoturco.
La precisione è quasi eccessiva: può farci vedere un dettaglio troppo piccolo rispetto al quadro, possiamo sommare maldestramente i dettagli producendo un rumore anziché un’ immagine.
Il microscopio a grandissimo ingrandimento può andare facilmente fuori fuoco : nel caso nostro
ingrandisci pierlorenzotasselli.jpgl’ informazione può essere alterata da pratiche di cantina lecite. Ad esempio la chiarificazione con bentonite può apportare le sue tracce di Sr e influenzare il risultato.
Dire che la tecnica è di routine nell’ analisi petrografica, non vuol dire che sia semplice e poco costosa. Richiede strumenti costosi , personale altamente specializzato . Si fa nell’ Università , non in un laboratorio geotecnico professionale .
Per ottenere risposte utili bisogna saper fare le domande giuste , come in ogni procedura scientifica.
Se abbiamo dubbi sull’ autenticità di un ramandolo o di una malvasia di Lipari , la misura dei rapporti isotopici ci darà una risposta priva di ambiguità .
Se applichiamo il test a un coupage da poderi diversi , uno sul galestro e un altro sull’ alberese , la rsposta sarà più ambigua . Il perito potra dire che il profilo isotopico è “compatibile” con i terreni
dell’ azienda, oppure che “non è compatibile” – come nei referti della polizia scientifica sulle impronte più varie .
Se è un coupage di sangiovese (grosso) e merlot cresciuti in due vigne confinanti, darà lo stesso risultato del sangiovese in purezza.

** Metodi di caratterizzazione e tipicizzazione dei prodotti dell’ agroalimentare : isotopi dello Sr e tracciabilità geologica dei vini tipici
Elena Boari , Simone Tommasini ,Nadia Mulinacci , Massimo Mattei & Sandro Conticelli
In : Gaia & Bacco, ovvero la Terra e il suo nettare, l’ influenza del terroir sulla qualità dei vini.

Autore: Pierlorenzo Tasselli
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