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Caro Carlo, nel mondo di oggi, in nome di un malinteso senso di democrazia e di uguaglianza e illudendosi che dare "voce" a tutti equivalesse ad ascoltare sempre cose intelligenti, si sono rovesciati i capisaldi del buon senso e della saggezza. Una volta chi non sapeva taceva, temendo giustamente di sputtanarsi e fare brutta figura. Santa timidezza. Chi sapeva poco parlava altrettanto poco e restava sul vago, consapevole dei propri limiti. Chi sapeva, parlava e veniva ascoltato con rispetto e attenzione: maestri da una parte, scolari dall'altra, non il mescolìo che c'è adesso. Il modello che si è affermato è infatti che parlare è sempre legittimo, anche se a vanvera, e l'opportunità di tacere non è intesa come, appunto una preziosa opportunità, ma come un limite intollerabile. La cosa è tracimata nel mondo dell'informazione, dove la cronaca non fanno più i fatti, ma l'opinione che la gente ha sui fatti o addirittura su quelli che devono ancora accadere (leggi sondaggi). La "notizia", quindi, non è ad esempio la formazione scelta da Prandelli, ma il parere della gente sulla medesima e il tasso di discostamento tra la prima e la seconda. Fenomeno grottesco, ma quotidiano. La folla "vuole" giustizia? Bisogna trovare un colpevole anche se le prove non ci sono e il reo non si trova. L'imputato viene assolto? Questa non è giustizia (verso l'incolpevole imputato), ma ingiustizia verso la vittima (il che è ancora giusto) e verso la "ggente" che, se non ha un colpevole su cui scagliarsi, protesta, visto che la colpevolezza era già stata dimostrata dall'opinione della gente medesima. Cercando visibilità, la Brambilla ha fatto l'uscita (banale) sulle "corride" italiane (vedi anche il mio blog: http://blog.stefanotesi.it/?p=427), anche se in realtà si era (saggiamente) guardata bene dal chiedere l'abolizione del palio, dicendo anzi che il palio è un ottimo esempio di evento virtuoso. Altrettanto della Brambilla ha fatto però il sindaco di Siena che, fingendo di capire male e invece comportandosi da complice, ha dato corda alla strumentalizzazione della polemica, marciandoci alla grande. Risultato: inutili paginate per ambedue sui giornali e risultato raggiunto. Idem dicasi ora per il caso Testa/Petrini. Con la differenza, però, che il secondo si sforza da sempre di passare per uno che dice cose acute e intelligenti, mentre stavolta ha detto irritanti banalità (non se ne può più della "palla" +qualità e - quantità, uno slogan a cui non crede più nessuno ed è smentito dai fatti in un mondo in cui la qualità è, causa insipienza del consumatore, un concetto del tutto vago e mai percepito). Basta anche, per favore, con questa retorica petriniana dei "contadini" col cappello di paglia e con le unghie sporche dediti a fare "giusta" beneficenza coltivando "per passione" infruttuose colture. Il vino è un settore ampiamente capitalizzato e finanziarizzato, dove anche il più innocente persegue (e fa bene!) un legittimo guadagno. Perchè è anche alimentando questa retorica utopistica che si fa sì che le acque continuino a ricircolare, semistagnanti, nel "mare nostrum", offrendo così a chiunque lo spunto per cercare (e trovare) i famosi 15 minuti di visibilità. Perfino al disinvolto Chicco Testa... Ciao, Stefano.
In effetti alcuni temi portati avanti da carlin rischiano spesso di sconfinare nell'aulico e nel bucolico (per metterla sul poetico) ma credo e spero sia un modo, appunto, per comunicare in maniera meno arida. Per il resto sono d'accordissimo con te ( ho letto il tuo pezzo sul Palio ed anche quello sui quattro verdi che portano sfortuna): oramai l'adagio "Di un bel tacer non fu mai scritto" è diventato il motto dei bischeri.
Testo ineccepibile: tutto perfettamente (e mestamente) condivisibile, ahinoi. Saluti
Come al solito...bravo Carlo e se deavvero l'italia non sentiva il bisogno di avere come ministro la belle-gambe omsa della signora Brambilla forse lo stesso vale per le esternazioni del plurivoltagabbana Chicco Testa già funzionario dell'ARCI ed animatore delle campagne contro il nucleare che ora invece vorrebbe anche per sterilizzare i biberon dei futuri nascituri dell'italica nazione.Per quanto riguarda il sempre buon Carlin,mi verrebbe voglia di fargli una onesta e semplice domanda del tutto ben interessata:ritorni sull'argomento ...brunello 2005...e trovi il modo di farci sapere quali a quali cantine/produttori rivolgersi per bere un buon bicchiere di vino e tirarsi un po' su difronte alla tristezza e all'amarezza che molti comuni mortali stanno vivendo da troppi anni oramai in questa nostra povera Italia.
Fatemi dire una cosa di sinistra. Petrini sarà anche bucolico ma vorrei chiedere a Testa di Chicco: non è di sinistra difendere il valore e la dignità del lavoro, inteso come fatica fisica? Ci rendiamo conto che il lavoro così inteso non ha mai avuto così poco valore come oggi negli ultimi vent'anni? E questo vale sia per chi lavora in fabbrica, il cui costo incide sempre meno sul fatturato delle imprese, e che ciò nonostante ha sempre meno garanzie, sia per chi lavora la terra. A me pare abbastanza di sinistra e certo non radical chic il tentativo di restituire dignità alla fatica, quella che Testa di Chicco non ha mai provato in vita sua, parla di sinistra snob mentre passeggia a cavallo, e suda solo dentro la sauna.
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